Vi racconto perché ho scritto "1918 - alla fine volarono liberi"

Donne, Territori, Fine degli Imperi e la Frattura che Cambia il Novecento
By: myself
 
FLORENCE, Italy - Sept. 7, 2026 - PRLog -- Scrivere 1918 è stato un modo per tornare al punto in cui il mondo cambia direzione.
Non ho scelto quell'anno perché è comodo, ma perché è scomodo: perché è un passaggio che tutti nominano e pochi conoscono davvero, perché è la chiusura di un'era e l'inizio di un'altra, perché è un momento che la memoria pubblica ha lasciato in secondo piano, schiacciato dalla guerra successiva che ne ha ereditato i traumi, le fratture, le promesse mancate.

Lo storico Eric Hobsbawm ha scritto che «il 1918 non chiude la guerra: chiude il lungo Ottocento», e questa frase è stata una delle prime scintille del libro. Volevo raccontare cosa succede quando un secolo finisce senza che nessuno se ne accorga, quando gli imperi crollano e le società devono reinventarsi, quando la pace non è un sollievo ma un compito.

Ho scritto 1918 perché certe date non finiscono ma continuano a lavorare dentro di noi, come una domanda che non smette di tornare.
titolo: "1918 - alla fine volarono liberi"
Ed. Santelli 2026
autore Francesco Bianchi
www.francescobianchiautore.com
Articolo completo: https://www.francescobianchiautore.com/perche-ho-scritto-1918/
End
Source:myself
Email:***@gmail.com
Tags:Nuovi Romanzi Storici
Industry:Culture
Location:Florence - Florence - Italy
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Francesco Bianchi PRs
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