Ricca di teoria è la ricerca che Laura Piattella segue oramai da un anno: le sue fotografie alle barbie hanno infatti uno studio che supera la sola qualità dell'immagine. Una attenta scelta, che vuole eliminare dalla sua arte quella che è solitamente l'interpretazione espressiva della modella-attrice che posa per lei, proprio per questo si avvicina a quello che è lo stereotipo contemporaneo della donna, da una parte la perfezione delle forme e l'ideale di bellezza, dall'altra una affascinante inespressività
Questi sono gli aspetti principali della scelta dei soggetti, in secondo luogo vi è la contestualizzazione delle "Barbie modelle", che in assenza di "quinte" realizzate in postproduzione, sarebbero solamente manichini; Laura Piattella ha invece la capacità di permettere alle Barbie di collaborare con il set, di interagirvi e in alcuni casi riesce a dare l'impressione che siano influenzate da esso.
Una forma sicuramente originale d'arte, fatta di attenzioni barocche per le sinuosità e il dinamismo che vuole trasmettere ai soggetti, ma al contempo estremamente ibride, ascetiche e spesso asettiche come il minimalismo vuole.
Sono disponibili alcune opere in anteprima sul sito www.laurapiattella.com (http://www.laurapiattella.com)


